Quale EUROPA auspichiamo

In prossimita’ della scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo alcune riflessioni sono necessarie per una scelta consapevole.L’Unione Europea e’ certamente una organizzazione molto complessa che generalmente conosciamo poco pur avendo una enorme influenza sulla nostra vita quotidiana. Conoscerne alcuni aspetti e’ importante per conoscere anche il mondo in cui ci muoviamo e diventa cruciale per decidere che tipo di Europa auspichiamo.Mai come questa volta e’ in gioco il suo futuro perche si confrontano con forza due visioni alternative tra loro. Ci sono partiti politici europeisti che vogliono proseguire sulla strada del completamento della unione europea cosi come desiderato dai Padri  fondatori e ci sono movimenti sovranisti,populisti ed euroscettici che invece rivendicano la sovranita’ nazionale su quella europea,dimenticando o sottovalutando il fatto che grazie all’europa abbiamo trascorso il periodo piu’ lungo della storia senza conflitti. L’Unione nacque  con l’obiettivo di promuovere la pace e il benessere dei cittadini sviluppandone e migliorandone le condizioni economiche attraverso una serie di politiche che per essere attuate hanno bisogno di progetti e di fondi. Progetti e fondi finanziari provengono dal bilancio europeo che trova la sua prima definizione nel trattato di roma del 1957, rivisto e corretto negli anni fino ad arrivare a quello in essere  datato 2017. A differenza dei bilanci nazionali quello comunitario non puo’ avere disavanzi  e pertanto sono le entrate che determinano la quantita di risorse messe a disposizione per sviluppare le politiche a sostegno dei singoli stati aderenti. Su questo tema e su come affrontare il costo della Brexit si snoderanno tutti i confronti peraltro gia iniziati  tra i componenti del governo europeo e su come verranno prese certe decisioni in merito al bilancio futuro emergera’ la reale volonta’ degli stati membri di procedere o meno sulla integrazione europea che auspico personalmente sia notevolmente accellerata e si possa quanto prima davvero identificare l’Europa come una madre e non come una matrigna. Abbiamo necessita’ di piu’ Europa per non finire ai margini della stessa  ed essere esclusa da qualsiasi decisione che riguardi il nostro futuro che nel mondo globale sarebbe drammatica per le future generazioni e per il rispetto che dobbiamo ai nostri padri fondatori che tanti sacrifici  sopprtarono per elimentare il sogno degli Stati Uniti d’Europa.

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