Cei (Idea Service): “Imprese devono vincere sfida dell’internazionalizzazione”

L’internazionalizzazione è una frontiera imprescindibile per le aziende e è evidente in Toscana da sempre una regione a forte vocazione esportatrice. Lo afferma Lido Cei di Idea Service Srl, società di consulenza alle imprese specializzata in questo settore. “In anni in cui la domanda del mercato interno e risultata debole o debolissima – afferma Lido Cei -, le esportazioni dirette o indirette delle piccole e medie industrie toscane sono state fondamentali per spingere la crescita. Alla luce dei consistenti costi fissi associati all’ingresso sui mercati internazionali, le politiche che aiutano e incentivano la internazionalizzazione sono uno strumento importante sopratutto per una economia come quella toscana caratterizzata da piccole, piccolissime e medie aziende”.

“Ad oggi – prosegue Lido Cei – la Regione Toscana nell’ambito del Por Fesr 2014-2020 che cofinanzia i progetti di internazionalizzazione ha concesso circa 32 milioni di euro cofinanziando 702 progetti e circa mille aziende. Ad usufruire degli aiuti sono state per lo più piccole imprese confermando altresi che le vendite all’estero in forma diretta resta comunque un miraggio visti i problemi e le difficoltà tipo la eccessiva burocrazia, costi di trasporto e costi fissi. Capitolo a parte merita il tema delle infrastrutture che per la parte relativa al sud della toscana è un tema prioritario visto che si trova al centro di un’area di scambio priva di adeguate infrastrutture. Le suddette difficoltà si intrecciano con quelle nazionali tipo la Tav, i percorsi marittimi, ferroviari e aeroportuali. Ma quali sono allora le prospettive della Regione Toscana? Certamente un aumento del commercio con l’estero, il nostro mercato è ormai troppo piccolo. L’Italia è un grande paese a vocazione manifatturiera e il nostro sistema economico è fatto apposta per affacciarsi verso altri paesi, sopratutto in questo periodo storico nel quale ci confrontiamo con una economia globalizzata in modo costante e verifichiamo quotidianamente quanto il mondo sia diventato piccolo e sia sempre più necessario per crescere avere beni e servizi adeguati. E’ indispensabile aprirci ancora di più al mondo economico globale e non chiuderci entro i nostri confini per non restare schiacciati e soffocati. Servono infrastrutture adeguate che ci colleghino con il mondo e sopratutto con l’Europa che resta prioritaria per la nostra crescita”.

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