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Bonus Formazione 4.0: cosa fare per non perdere l’agevolazione

Le imprese hanno tempo fino al 31 dicembre 2019 per sfruttare il bonus Formazione 4.0 per le spese sostenute entro fine anno. All’incentivo sono ammesse le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti nel processo di trasformazione tecnologica e digitale previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”.

Come indicato nel disegno di legge di Bilancio per il prossimo anno il credito d’imposta sarà prorogato anche per il 2020, ma la proroga del bonus non deve far perdere di vista la scadenza del 31 dicembre 2019, perché slittare le spese vorrebbe dire slittarne anche la fruizione. Per le spese sostenute entro fine anno, infatti, sarà possibile utilizzare il credito d’imposta già dal 2020. Slittare le spese, vorrebbe dire slittare il suo utilizzo al 2021.

Bonus Formazione 4.0

Cosa finanzia

Secondo la normativa vigente il credito d’imposta spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dall’attività economica esercitata e dal regime contabile adottato, che realizzano attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste da Impresa 4.0, quali:

  1. big data e analisi dei dati;
  2. cloud e fog computing;
  3. cyber security;
  4. sistemi cyber-fisici;
  5. prototipazione rapida;
  6. sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
  7. robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina;
  8. manifattura additiva;
  9. internet delle cose e delle macchine;
  10. integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A della legge di Bilancio 2018.

Ai fini del beneficio le attività di formazione possono essere organizzate e svolte anche in modalità “e-learning”, cioè attraverso corsi e lezioni online (MISE, circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018) e valgono sia se finalizzate alla “acquisizione” di competenze e conoscenze nelle materie in questione, che se finalizzate al loro “consolidamento”.

Sono ammissibili:

  • le attività formative direttamente organizzate dall’impresa con proprio personale docente o con personale docente esterno assistito da un “tutor” interno;
  • le attività formative la cui organizzazione e realizzazione sia appaltata a soggetti qualificati esterni, accreditati per lo svolgimento di tali attività presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa.

Le attività di formazione possono altresì essere commissionate a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea.

Costi ammissibili

Ai fini del calcolo del beneficio sono considerati rilevanti esclusivamente i costi del personale dipendente impegnato nelle attività formative ammissibili, intendendosi per personale dipendente il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato (incluso il contratto di apprendistato, con riguardo alla sola formazione relativa all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze nelle “tecnologie abilitanti”).

Nel caso del personale dipendente impegnato nelle attività formative come “ discente”, il costo aziendale delle ore o giornate di formazione si assume per l’intero importo, mentre nel caso del personale dipendente utilizzato come “docente” o “tutor”, il suddetto costo aziendale effettivamente sostenuto non può eccedere il limite del 30% della retribuzione complessiva annua spettante allo stesso dipendente.

Ai sensi del decreto interministeriale 4 maggio 2018, per costo aziendale si intende la retribuzione, al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del TFR, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile, nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

La misura del credito di imposta è differenziata in ragione della dimensione dell’impresa:

  • Per le piccole imprese il bonus è pari al 50% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di €300.000;
  • per le medie imprese la percentuale scende al 40% delle spese ammissibili, sempre con un tetto massimo annuale di €300.000;
  • per le grandi imprese il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 30%, nel limite massimo annuale di €200.000.

Adempimenti per l’impresa

Il riconoscimento del credito d’imposta è sottoposto a specifici adempimenti.

In primo luogo, è richiesto che lo svolgimento delle attività formative relative al credito d’imposta sia formalmente previsto nei contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti (o integrati in relazione a tale attività), che devono essere depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente attraverso la procedura online messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il deposito può essere effettuato anche successivamente allo svolgimento delle attività formative, ma comunque entro il 31 dicembre 2019 (come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 79/2019, la data del deposito del contratto non incide sulla data di inizio dell’agevolazione).

Dichiarazioni e certificazioni

Ad ogni dipendente deve essere rilasciata l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative mediante un’apposita dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa nella quale si attesta la partecipazione ad un corso, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali di applicazione delle conoscenze e competenze acquisite o consolidate in esito alle attività formative.

L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da un’apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le sole imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese sostenute per la certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore a €5.000, fatto salvo il rispetto del limite massimo annuale concedibile a ciascuna impresa.

Documenti da conservare

Le imprese che beneficiano del credito d’imposta devono conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte. La relazione, nell’ipotesi di attività formative organizzate all’interno dell’impresa, deve essere predisposta dal dipendente che ha partecipato alle attività come docente o tutor o dal responsabile aziendale della formazione. Se, invece, le attività sono state commissionate a soggetti esterni all’impresa, la relazione deve essere redatta dal soggetto formatore esterno. Nell’ambito dei gruppi societari, in caso di attività formative configurate attraverso un progetto unitario con la partecipazione contestuale di personale dipendente appartenente a imprese diverse, tale relazione può essere redatta con riferimento a un unico progetto formativo che indichi gli obiettivi comuni perseguiti nell’ambito del gruppo (MISE, circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018).

Le imprese devono conservare anche:

  • l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del bonus, anche in relazione al rispetto dei limiti e delle condizioni previste;
  • i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti congiuntamente dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno. Nel caso in cui le attività formative siano organizzate in modalità e-learning, considerando il docente è “sostituito” dalla piattaforma web, è sufficiente che la piattaforma rilasci il preciso monitoraggio delle ore e dei minuti durante i quali il dipendente ha fruito del servizio, accompagnato da una dichiarazione dello svolgimento delle attività formative (MISE, circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018).

Nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese (e in quello dei periodi successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo) devono essere indicati i dati relativi al numero di ore e di lavoratori che prendono parte alla formazione.

Come funziona

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante F24 da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti (codice tributo “6897”, istituito con la risoluzione 6/E/2019), a condizione che l’impresa abbia ottenuto la certificazione della documentazione contabile.

Il beneficio inoltre:

  • non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap e non va considerato per la determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi (di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, TUIR);
  • non soggiace ai limiti di utilizzabilità dei crediti d’imposta attualmente previsti (limite annuale di €250.000 ex art 1, comma 53, legge 244/2007 e limite massimo di compensabilità di €700.000 ex art 34, legge 388/2000);
  • è cumulabile con altre misure di aiuto aventi a oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea. Come specificato dal MISE, circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018, il credito di imposta può essere cumulato senza limitazioni con i contributi ricevuti dall’impresa per i piani formativi finanziati dai Fondi interprofessionali che escludono dai costi ammissibili i costi del personale discente partecipante alle attività di formazione.

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