ANSA: “Il 65% imprese vede recessione in Italia”. Si aspetta o si agisce!

In questa settimana di agosto, in piene ferie, leggiamo con rammarico da una notizia Ansa che “ Il 65% delle imprese italiane pensa che il Paese sia già in recessione, mentre per l’11% lo sarà fra un anno” e che “solo il 10% dei manager pensa che nel prossimo futuro non vi sarà recessione” .

Anche se il proverbio dice che la miglior difesa è l’attacco non la pensa così gran parte dei manager aziendali e scopriamo che il 55% delle aziende italiane pensa di ridurre le spese”, quindi anche gli investimenti aziendali!

Si scalano una o due marce, ci si mette in difesa aspettando che passi la gelata o meglio che il resto del mondo riprenda a crescere e soprattutto che il Presidente Trump la finisca con la guerra dei dazi e i suoi Tweet notturni. Da molti anni l’Italia è ostaggio del destino economico altrui; basta vedere l’andamento del PIL italiano negli ultimi 10 anni. La scelta di attendere e ridurre gli investimenti è lecita e sicuramente deriva dall’esperienza e dalla storia delle aziende e dei manager! Scelta però che non condividiamo e che forse non porta a nulla visti i risultati dell’economia domestica rispetto al resto del mondo.

Ci rincuora leggere che il 21% delle imprese per contrastare gli effetti della recessione pensa di incrementare le attività di sviluppo del business”! Un comportamento che secondo noi, dove è possibile, rappresenta la giusta strategia: reagire alle avversità economiche! Migliorare la tecnologia, l’internazionalizzazione, la ricerca e lo sviluppo, la formazione, la digitalizzazione, esaltare i prodotti ed il “made in Italy” con investimenti di marketing digitale. Queste sono secondo noi le reazioni giuste per dimostrarsi più “resilienti” durante la crisi e protagonisti al momento della ripresa.

Mentre il nostro Parlamento si prende 38 giorni di ferie come se tutto filasse alla grande (ma leggono i dati del PIL italiano?) e il nostro governo si puntella quotidianamente tra un litigio e l’altro con una visione settimanale del futuro e non di lungo periodo, noi vogliamo contribuire a portare quel 21% al 21,10% e oltre!

Esistono miliardi di euro, ripetiamo, miliardi di euro a disposizione delle imprese utilizzabili esclusivamente per gli investimenti aziendali! Finanziamenti agevolati addirittura a tasso zero e con preammortamento di 18 mesi, garanzie ad affidamenti bancari fino a contributi a fondo perduto e crediti di imposta per aiutare le imprese ad investire, rafforzarsi e prepararsi al futuro. Circa 500 bandi all’anno per le imprese attente e pro-attive. Bandi e soldi quasi tutti provenienti dal contributo dell’Europa alla nostra economia (sì, l’Europa che ogni anno storna 8 mld di euro all’Italia, che purtroppo ne utilizza circa solo la metà).

La Finanza agevolata aiuta concretamente l’impresa che la utilizza; se poi l’azienda trasforma l’uso di queste opportunità in strategia di impresa programmando gli investimenti e rivolgendosi a professionisti del settore (che aumentano sensibilmente le percentuali di successo) affronta il rallentamento e la recessione con maggiori probabilità di resistere e soprattutto migliora la competitività e la produttività nei confronti dei mercati internazionali.

In queste settimane estive si può accedere a bandi sull’internazionalizzazione che offrono fondo perduto per espandersi all’estero e a finanziamenti a tassi bassissimi per l’efficientamento energetico e per le start-up.

Forse con alleati di questo tipo e con i giusti consulenti di finanza agevolata può valer la pena di sposare il motto: la miglior difesa è l’attacco!

dott. A. Bertolucci

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