FINANZA AGEVOLATA

 

LE BANCHE NON EROGANO CREDITO ALLE IMPRESE ... L'UNIONE EUROPEA SI !!!


 

Vieni a scoprire le incredibili opportunità che ci sono per realizzare i tuoi progetti imprenditoriali e  migliorare la tua produzione.

 


 - TASSO "0"   &  FONDO PERDUTO - 


Assistenza clienti
CHIUSURA UFFICI VACANZE ESTIVE
IDEA SERVICE SRL
Vi comunica che in concomitanza della chiusura delle compagnie con cui collaboriamo, i nostri uffici saranno chiusi il giorno LUNEDI 14 AGOSTO e dal giorno 21 al 25 AGOSTO
Gli uffici riapriranno il giorno 28 AGOSTO
CON L'OCCASIONE VI AUGURIAMO BUONE VACANZE
LO STAFF


0583 - 957263

News del 20/03/2017 Credito d'Imposta per Ricerca e Sviluppo

CREDITO D’IMPOSTA R&S 2017


Credito d'imposta alle imprese che investono in ricerca e sviluppo. Il fisco riconosce un'importante agevolazione alle aziende che decidono di fare innovazione.
Beneficiari del credito d’imposta 2017 per attività di ricerca e sviluppo sono tutte le imprese - senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile. Con la Legge di Bilancio 2017 sono stati ammessi tra i beneficiari del credito d’imposta ricerca e sviluppo anche le attività di ricerca e sviluppo svolte da soggetti non residenti o stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, come da ultimo modificata dal decreto 9 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2016.
Il piano portato avanti dalle misure della Legge di Bilancio 2017 che aumenta l’importo e le spese ammesse alle agevolazioni del credito d’imposta R&S rientra nel progetto di Industria 4.0, con il quale il Governo punta all’innovazione dell’industria italiana e allo sviluppo tecnologico delle attività produttive. Il credito d’imposta potrà, inoltre, essere richiesto per investimenti fino al 31 dicembre 2020.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2017 vedrà ulteriormente incrementata la quota di spese agevolabili e i beneficiari che potranno usufruirne: in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio si passa dall’attuale investimento massimo di 5 milioni di euro a 20 milioni di euro (con una spesa minima di 30 mila euro), ben cinque volte maggiore rispetto a quanto previsto dalla disciplina del credito d’imposta ricerca e sviluppo 2016.
Per l’applicazione del credito d’imposta resta valido il criterio incrementale. Quindi il credito d’imposta ricerca e sviluppo è destinato alle spese in eccedenza rispetto agli investimenti realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti, sostenute per il periodo d’imposta agevolato.
Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2017 il credito d’imposta ricerca e sviluppo al 50% si applica a:
assunzione di personale altamente qualificato impiegato nella ricerca;
quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature;
contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative;
competenze tecniche e privative industriali.
Saranno agevolate con l’applicazione del credito d’imposta al 50% quindi tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:
lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;
ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);
acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.
Al contrario, sono escluse dalle attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti (comma 5 art. 3).
A chiarire quali sono invece le spese ammesse al credito d’imposta ricerca e sviluppo 2017 ci pensa il comma 6 dello stesso decreto, nel quale si stabilisce che è previsto per investimenti in:
personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo - non più necessario che il personale sia in in possesso di “un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico;
quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento ordinario n. 8 alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative di cui all’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.
L’ammortamento degli investimenti umani e strumentali in ricerca è sviluppo al 50% è automatica. Per poter richiedere il credito d’imposta ricerca e sviluppo bisogna indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico.
Si ricorda inoltre che il credito d’imposta ricerca e sviluppo può essere richiesto soltanto in compensazione, con la compilazione del modello F24, dal periodo d’imposta seguente a quello in cui sono state effettuate le spese in ricerca e sviluppo.

Altre Notizie