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News del 13/03/2017 Sovraindebitamento e crisi impresa

Gli strumenti per gestire la crisi da sovraindebitamento sono rivolti a soggetti che non possono essere assoggettati alle procedure concorsuali. La legge 3 del 27 gennaio 2012, infatti, ha introdotto nel nostro ordinamento la procedura volontaria di ristrutturazione della crisi da sovraindebitamento. In sostanza possono accedere a questo strumento gli imprenditori non soggetti a procedure fallimentari (piccoli imprenditori e aziende agricole) e tutti i consumatori e gli altri soggetti non fallibili (famiglie, privati cittadini eccetera) che si trovano in una situazione di difficoltà a gestire la propria situazione debitoria.

Con questa procedura i debiti posso essere notevolmente ridotti e l’approvazione del piano di sovraindebitamento comporta la sospensione di ogni azione esecutiva messa in atto dai creditori che possa arrecare un pregiudizio al patrimonio del debitore.
Tre gli strumenti che la legge oggi mette a disposizione del debitore. Il primo è l’accordo con i creditori: si tratta di un piano presentato dal debitore ai creditori, redatto con l’ausilio di professionisti nel quale si propone una ristrutturazione dei propri debiti ed un piano di rientro che sia sostenibile per il debitore. Il secondo è il piano del consumatore. Si tratta di una procedura analoga alla precedente rivolta solo ai privati e non alle aziende con l’ulteriore differenza che ha bisogno dell’approvazione del giudice ma non dei creditori. Il terzo strumento e la liquidazione dei beni. In questo caso il soggetto sovra indebitato, sempre con l’ausilio di professionisti, redige un piano di liquidazione dei beni da sottoporre al giudice per l’approvazione.
"Restiamo a disposizione - spiegano i professionisti di Idea Service - per poter approfondire insieme ai nostri professionisti esperti i singoli casi al fine di individuare la strada migliore per ciascun cliente. Accanto alla procedura di sovraindebitamento il nostro legislatore ha introdotto per le aziende sottoponibili alle legge fallimentare, nuovi strumenti finalizzate ad evitare la procedura fallimentare e a gestire la crisi di impresa. Gli sforzi riformatori sono stati tutti tesi a salvaguardare il più possibile il patrimonio aziendale. Tutti noi sappiamo che la legge fallimentare del 1942 era stata improntata nel tentativo (spesso non riuscito in pratica) di salvaguardare il più possibile i creditori, procedendo ad una liquidazione degli asset aziendali. Le nuove leggi hanno sovvertito completamente questo punto di partenza cercando di mettere al centro la salvaguardia dell’azienda e del patrimonio aziendale. La nostra struttura, nella speranza di offrire un servizio utile ai propri clienti si avvale di professionisti che lo potranno supportare in questa difficile fase elaborando analisi volte a sviluppare, in una visone unitaria della crisi aziendale, soluzioni che affrontino contemporaneamente sia l’aspetto giuridico che quello economico del fenomeno. Offriamo pertanto un servizio che tende dapprima ad analizzare le questioni di carattere squisitamente aziendalistico per poi affrontare le tematiche di carattere prettamente giuridico. Individuate correttamente le cause che hanno prodotto lo stato di difficoltà, l’imprenditore con il supporto dei nostri professionisti esperti, potrà avvalersi degli strumenti giuridici possibili che accompagnino una profonda ristrutturazione finanziaria, industriale, commerciale, amministrativa, consentendo loro di onorare seppur parzialmente, le obbligazioni assunte, permettendo di fatto il proseguimento dell’attività".
Questi gli strumenti giuridici che la legge oggi mette a disposizione dell’imprenditore in difficoltà: i piani attestati di risanamento, gli accordi di ristrutturazione dei debiti, il concordato preventivo e la transazione fiscale. 

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